avventure di cicloturismo a lunga distanza

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PREMIAZIONI UFFICIALI EUROTOUR 2010

COMPENDIO DI VIAGGIO

Quest'anno l'elemento caratterizzante del viaggio mi è sembrata l'acqua. Dopo l'attraversamento delle Alpi, infatti, siamo entrati in contatto con il corso del fiume Reno che ci ha accompagnato quasi dalle sue sorgenti allo sbocco in mare (ci sono mancati solo i suoi primi 200 km).

L'emozione per me è stata forte. L'ambiente circostante mutava giorno dopo giorno: le alte montagne, i piccoli laghi e quelli così ampi da non vedere le sponde; gli interminabili argini boscati, rettilinei; i prati, le colline, i campi agricoli; i piccoli paesi e le grandi città; le autostrade ed i vicoli di campagna; le zone industriali, i mulini a vento, i porti; infine le dune e le spiagge dalle quali si apre, davanti all'osservatore, l'orizzonte infinito.

Eppure ogni giorno, ogni momento, aveva in comune la presenza di quelle correnti di acqua che si muovevano lentamente al nostro fianco. Anche se non si vedevano, erano lì da qualche parte e mi sentivo trascinato da esse come una delle navi fluviali che navigano tranquille seguendo le anse del fiume ed approdando ogni tanto per una sosta.

Probabilmente l'effetto sarebbe stato ancora maggiore se avessimo preso la via del Reno esattamente dalle sue sorgenti, poste a più di 2000 metri di altitudine; sarebbe una idea interessante per un viaggio dei prossimi anni. Peccato però che il percorso che viene spacciato per ciclabile nei suoi primi 100 km non sembri affatto tale, trovandosi sulla strada automobilistica principale della valle. Ho già sperimentato a fare ciclismo in strade di valli alpine svizzere e le lascio volentieri ad automobilisti e camionisti. Progetto rimandato ad una epoca futura indeterminata in cui anche la Svizzera seguirà l'esempio del Trentino Alto Adige, costruendo vere strade dedicate esclusivamente alla bicicletta senza soluzione di continuità dall'inizio alla fine di ogni valle.

Ed anche, probabilmente, si sarebbe avuta una impressione completamente diversa percorrendo la linea del Reno nel verso contrario, cioè dal mare alle Alpi. A parte il vento, che in prevalenza soffia da nord a sud, c'è la corrente fluviale che va in senso opposto e ciò immagino influenzi sensibilmente l'atmosfera di viaggio. Questo può benissimo venire preso in considerazione per un progetto futuro; ad esempio il Londra - Isola d'Elba che, non so bene perchè, mi frulla nella mente già da un po'...


Passando agli aspetti pratici, ci sono state diverse esperienze. Ne riassumo qualcuna in breve.

- Il viaggio non prevedeva soste prolungate intermedie. Questa è stata una mancanza che si è fatta sentire: non abbiamo mai attraccato da nessuna parte, è stato come navigare in mare aperto (oppure, usando metafore terrestri, come correre in apnea) dall'inizio alla fine. Arrivati poi alla destinazione finale abbiamo dovuto prendere il treno per il ritorno dopo solo un giorno... così non va bene!

- Il programma di massima che avevo buttato giù prima di partire prevedeva chilometraggi giornalieri troppo elevati. In realtà non c'era nessun vincolo di rispettarli, era stato spiegato bene che per stanchezza o altri motivi chiunque avrebbe potuto chiedere rallentamenti o soste. Ma l'esistenza di quel programma scritto era una entità sempre presente, invisibile eppure si faceva sentire; quindi i partecipanti al viaggio erano restii a chiedere di fermarsi anche se i ritmi erano per alcuni un po' stressanti, inoltre i ritardi che si accumulavano rispetto a quel programma hanno portato leggeri malumori. Quindi, le prossime volte il programma preventivo va stilato con percorrenze inferiori.

- Le persone in Olanda sono state extra-gentili con noi viaggiatori: più di una volta appena cominciavamo a guardare una mappa qualcuno o qualcuna si fermava per offrirci aiuto di sua spontanea volontà. Una volta ho provato anche a dire 'grazie ma sto solo guardando il percorso, nessun problema' ma quel ragazzo c'è rimasto male, allora abbiamo parlato un po' e ci ha indicato quella che per lui era la migliore via per entrare a Rotterdam, i segnali stradali secondo lui mandavano su un percorso noioso ed insignificante. Ed infatti quella da lui consigliata era proprio una bellissima strada che ci ha fatto sentire parte di questa incredibile città. Tanta è stata la felicità nel vedere tutti questi aiuti spontanei, che d'ora in avanti farò anch'io lo stesso quando vedrò qualche viaggiatore guardare una cartina geografica dalle mie parti.

- La misura della salute non è sempre uguale nelle diverse parti d'Europa. Si passa da zone paradisiache ad altre dove oggettivamente la presenza di impianti industriali è in conflitto con quella di edifici residenziali. Inoltre è impressionante vedere come l'acqua di un fiume venga progressivamente sporcata lungo il suo corso; all'inizio ci si può nuotare, alla fine no perchè è velenosa. Trovato il problema, la soluzione rimane di difficile ideazione... occorrerebbe forse una maggiore distanza fra i diversi tipi di insediamento, ed una maggiore attenzione alla scelta di quali impianti realizzare ed alle loro emissioni.


Ma è bello anche dimenticare la realtà tangibile per qualche momento. Per adesso culliamoci quindi nelle sensazioni che questo viaggio ci ha donato, e cominciamo a sognare la prossima navigazione di terra lungo le autostrade ciclabili d'Europa.

Grazie a tutti i partecipanti, ed arrivederci a presto!


F.B.

CICLISTI E MEDAGLIE

Medaglia d'oro (1900 km)
Flavio Ferrini, ITA: Ala - Amsterdam
Flavio Bassi, ITA: Ala - Amsterdam
Medaglia d'argento (1000 km)
Samuele Tarantola, ITA: Ala - Köln
Medaglia di bronzo (500 km)
Lorenzo Bottazzi, ITA: Immenstaad - Köln
Ovviamente non possono mancare i migliori complimenti a tutti i partecipanti da parte del Comitato Organizzatore, della Giuria, dei Controllori e degli Ispettori :D, ed arrivederci al prossimo viaggio!
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