Il giro è andato bene, anzi benissimo. Partenza da Trento e arrivo a Copenaghen come previsto, ritorno a casa a metà agosto.
Una delle prime cose che devo dire è che il viaggiare in bicicletta per un mese dà sensazioni uniche, che non ho ricevuto con viaggi più corti. Pedalando dalla mattina alla sera, giorno dopo giorno, alla fine sembra di vivere in un'altra dimensione, leggera... i territori scorrono uno dopo l'altro, all'inizio non te ne rendi conto ma il mondo sta scivolando veloce sotto le ruote... tu lo vedi, sei lì, ma forse anche non ne fai parte perchè ti muovi continuamente, quello che è e che vedi in realtà non è più, perchè è già passato... ma ora c'è subito qualcos'altro che si avvicina, da osservare... e poi ad un certo punto arriva la "vera" sosta, due o tre giorni fissi, stabili, nel luogo che era una delle mete del viaggio e che finalmente hai raggiunto - ed allora è come essere approdati dal mare alla terraferma, e puoi riposarti passeggiando e gustando il nuovo mondo a cui sei arrivato, nel quale ora sì, ora puoi dire di farne parte completamente.
Per questo non posso che consigliare di fare il possibile per riuscire a compiere in bicicletta viaggi lunghi, di almeno 3-4 settimane. Ovviamente il tempo a disposizione non è mai infinito, si tratta di decidere a cosa dare priorità.
Alcune personali osservazioni "tecniche".
Trentino Alto Adige: le migliori piste ciclabili d'Europa (e forse anche del mondo?). Alcuni viaggiatori germanici hanno riferito questo, ed anch'io ho ricevuto la stessa sensazione. Ci ripasserò in tutti i prossimi viaggi dall'Italia verso nord perchè questa regione se lo merita. Complimenti veramente!
Austria: ciclabili quasi perfette, manca solo il collegamento col passo Resia - già pronto dal versante italiano - e poi è fatta. Cartelli buoni ma a volte mancanti, quindi la guida con sè è necessaria. Inn e Danubio hanno percorsi veramente belli per chi predilige il pedalare con tranquillità; anche la Inn Radweg (che l'anno scorso trovai un po' noiosa) quest'anno mi è piaciuta, credo sia per il sole che abbiamo incontrato.
Repubblica Ceca, tratto Moldava: ciclabili completamente assenti; altimetria non facile per parecchie salite, collinari ma faticose; sempre su strade di campagna, paesaggi bellissimi, poche macchine ma molto molto veloci, del tipo che se ti beccano diventi marmellata; prima della capitale qualche decina di km su statale a traffico molto intenso. In sintesi, per chi si pone il problema "relax", il consiglio è senz'altro il treno Linz - Praga.
Repubblica Ceca, tratto Elba: qui va molto meglio, quasi tutto è su sentiero lungo il fiume, anche se a volte ci si trova proprio "lungo" il fiume (viottolo largo mezzo metro, a destra ci sono alberi e arbusti fitti, a sinistra bordo in cemento a picco sull'acqua, anzi sulle rocce affioranti un paio di metri sotto; in poche parole "se cadi sei ----").
Germania: ciclabili quasi perfette, in pratica sono ovunque; la loro qualità (cartelli indicatori, fondo stradale, protezione da traffico) rimane comunque un po' inferiore a quella del nostro Trentino Alto Adige.
Danimarca: come la Germania, ma con segnaletica di livello superiore, impeccabile. C'è veramente sempre sempre vento, dalla mattina alla sera! Per ciò, per fare qualche esempio, le fermate degli autobus in aperta campagna sono costruite con forma quasi completamente chiusa, e le previsioni meteo nel campeggio di una località balneare davano ora per ora temperatura, sole e vento (intensità, direzione).
Ed alcune osservazioni, sempre personali, sulle località di sosta.
Praga: affascinante per l'atmosfera che viene dal lontano passato, veramente ricca, un po' come le città d'arte italiane. Non ho mai visto così tanti turisti in un centro storico! Dal punto di vista di cosa si offre al mondo di domani, però, mi dispiace dirlo ma attualmente appare nulla. Esattamente come le nostre città dell'Italia di oggi.
Berlino: affascinante, ma per l'opposto di Praga. Qui il passato non è proprio felice, ed il presente è un disordinato cantiere aperto. Quello che affascina è vedere un futuro in costruzione, ci si sente dentro ad un crogiolo di idee nuove... anche se non si scorge ancora bene cosa potrà produrre in concreto, visto il caos visivo che regna sovrano in pratica ovunque, la cosa interessante è il concetto in sè di costruire novità; cosa che nel mio paese è attualmente sconosciuta.
Copenaghen: sembra proprio la quadratura del cerchio di questo viaggio. Il passato è ricco di valori; il presente mostra alti livelli di estetica ed armonia; il futuro è negli occhi dei ciclisti che affollano le strade ovunque ed in ogni momento, mentre si muovono con le proprie forze, con il sole e con la pioggia, su vere ampie corsie ciclabili fisicamente separate dai veicoli a motore.
La norma per le strade è avere su entrambi i lati 2 "marciapiedi" su 2 livelli diversi: il più alto è per i pedoni, ed il più basso è per le bici; la strada per le auto è ancora più in basso. Sono le strade senza spazi per biciclette ad essere una eccezione, non il contrario.
Gli unici problemi sono negli incroci, in cui bici ed auto si mischiano per forza; ma tali problemi si dimenticano facilmente, perchè le corsie ciclabili agli incroci sono pitturate sul fondo stradale in azzurro vivace ben visibile, le automobili sono poche, e gli automobilisti sono rispettosi per natura (i danesi non tollerano prevaricazioni da parte di nessuno - a differenza di quello che accade in altre nazioni dove invece i "furbi" sono accettati quando non addirittura premiati).
Un documento dell'amministrazione urbana afferma che l'obiettivo è di arrivare al 50% di mobilità ciclistica entro pochi anni (attualmente sono al 38%), attenzione si parla di una metropoli non di un paesino; e c'è da crederci, perchè un paio di decenni fa la bici non la usava nessuno da quelle parti, mentre ora è l'elemento più "cool" della città, e questo rende i cittadini felici e protagonisti. Quella gente costruirà davvero il futuro, anzi in parte lo ha già costruito, è lì oggi.
Morale del viaggio: a me, personalmente, piace molto imparare. Il nord Europa mi insegna veramente tante cose, proprio quelle cose che dalle nostre parti scarseggiano. Ci tornerò molte volte.
Grazie mille a tutti i partecipanti, che hanno reso possibile questa meravigliosa avventura!!
F.B.
Medaglia d'oro (2000 km)
Raul Rodera, ESP: Trento - Copenaghen
Flavio Bassi, ITA: Trento - Copenaghen
Medaglia d'argento (1000 km)
Fabio Fanoni, ITA: Trento - Praga
Medaglia di bronzo (500 km)
Lorenzo Bottazzi, ITA: Passau - Dresda
Ugo Mazzucco, ITA: Berlino - Copenaghen
Altri partecipanti
Jerry Griswold, USA: Trento - Innsbruck, ritirato per noie meccaniche
Amici di viaggio
Martin Barák, CZR: Praga - Dresda
Amiche di Martin, CZR: Praga - Dresda
Si rinnovano a tutti i più sentiti complimenti da parte del Comitato Organizzatore, della Giuria, dei Controllori e degli Ispettori :D, ed arrivederci al prossimo giro d'Europa!