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VIAGGIO IN BICICLETTA: EUROTOUR 2010

DIARIO DI BORDO DI FLAVIO BASSI

GIORNO 9

DATA: 15:07:2010
INIZIO: IMMENSTAAD
FINE: JESTETTEN
LUNGHEZZA: 79 KM
VELOCITÀ MEDIA: 15.5 KM/H
GRADO DI DIFFICOLTÀ: A1
Acqua e aria
Il lago di Costanza è un singolare punto di incontro fra acqua e aria; la terra passa in secondo piano. L'atmosfera che si crea è suggestiva, forse per questo qui sono stati inventati e costruiti i più grandi dirigibili della storia, gli Zeppelin.

I dirigibili d'epoca erano delle vere e proprie navi del cielo, in cui i passeggeri arrivavano a fare crociere anche transoceaniche. Nella cabina di comando si scrutava lo spazio circostante con il binocolo e i punti di riferimento a terra, come su una nave. La velocità era molto ridotta rispetto ai velivoli odierni, eliche e timoni dirigevano l'aeronave nelle tre dimensioni e l'attracco a terra avveniva mediante funi opportunamente gettate e legate dai 'marinai'.

Oggi attorno al lago circolano nuovi dirigibili, più piccoli, adibiti a giri turistici; ho visto che fanno anche crociere transeuropee di più giorni, però con scali a terra ogni notte (lo spazio per i passeggeri a bordo dei dirigibili attuali è limitato, come quello di un piccolo autobus).

Pedalando abbiamo osservato anche che la Eads, società aerospaziale europea, ha una sede sulla riva del lago di Costanza. Sarà una coincidenza?



La mattina è caratterizzata da una buona colazione ed un cambio copertoni di Flavio, atteso da molti giorni; quindi oggi si parte tardi e si arriva tardi.
Usciti da Immenstaad si procede verso il traghetto di mezzo lago che ci porterà alla città di Costanza. Abbiamo scelto questa via, metà sulla costa nord e metà sulla sud, perchè più corta di qualche decina di km rispetto alla tutto-sud.

Sbarcati, ci dirigiamo veloci verso il lungolago. Ancora in città, in mezzo alle case di un quartiere periferico, c'è una sorpresa: la dogana della Svizzera. Da ora in avanti ci posizioniamo nella rotta Rhein-Radweg, lungo la quale entreremo ed usciremo dalla Svizzera più volte; questo perchè nei confini c'è una serie di 'bolle'. C'è da dire che nessuna dogana verrà usata per controllare i documenti; il risultato è come se si viaggiasse entro l'Unione Europea.

In una delle suddette bolle c'è il punto di arrivo della giornata, il bel campeggio di Jestetten (proprio il suo gestore ha coniato il simpatico termine che definisce la forma dei confini in questa zona). Prima dell'arrivo, le cascate del Reno sono un'altra sorpresa. Qui fra le altre cose vedo una signora che guarda il panorama tenendo il suo cagnolino in braccio: mi sembra mia nonna, anche se non aveva nessun cagnolino, mi ritornano tanti bei ricordi e mi commuovo. Ormai sono già più in basso con la bicicletta, ma decido di risalire per tornare indietro e scattarle una fotografia.

Ancora ci sono colline o montagne, e le salite - e le fatiche - per noi non sono ancora finite. Forse anche per questo in serata si accende un piccolo momento di nervosismo nell'equipaggio del Grandride, o meglio soprattutto nel sottoscritto, dovuto a stanchezza, fame e stress da cucina-chiusa; chiedo scusa ed il fattaccio sarà presto dimenticato.

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