Il Grandride torna alla base con la consueta odissea ferroviaria, che in un giorno ed una notte ci riporta a casa.
Sfortunatamente i treni fra Europa ed Italia sono stati ridotti nell'ultimo anno, quindi il diretto Amsterdam-Milano non c'è più ed è obbligatorio lo scalo a Monaco; dopo ci sarebbero i Monaco-Verona e Monaco-Firenze, treni veloci con trasporto bici; ma i posti sono esauriti. Ci tocca quindi la snocciolata di regionali, con l'immancabile brivido del giorno: a Rosenheim siamo davanti alle porte dell'ennesimo treno e ci accingiamo a salire, ma il capotreno ci chiude le porte in faccia e parte. Per fortuna ci sono altre possibilità ed arriviamo comunque come previsto, altrimenti avrei presentato regolare protesta scritta.
Al passo del Brennero la stazione grigia e polverosa, arredata senza alcuna estetica e con gli intonaci vecchi e scorticati, segnala che siamo appena rientrati in Italia. Ci consoliamo con i paesaggi e col sole, le nostre ricchezze che ancora ci rimangono.